Rimarrà allestita fino al 28 dicembre, nella sede della Fondazione Dolci, la ventiseiesima monografia della serie dedicata agli artisti bresciani. Ogni volume nasce da un accurato lavoro di ricerca su notizie, testimonianze, commenti critici e pubblicazioni che hanno accompagnato la vita e il percorso degli autori.
Questa nuova monografia è dedicata a Ottorino Garosio, pittore valsabbino (1904–1980), del quale la Fondazione espone 41 opere.
Il 2025 è stato un anno speciale per i collezionisti e gli appassionati di Garosio: ben cinque sedi — Sabbio Chiese, Vestone, Brescia, Bagolino e, ora, la Fondazione Dolci — hanno ospitato una sorta di “antologica diffusa”, contribuendo a riportare l’artista al centro dell’attenzione pubblica. In mostra sono presenti anche una decina di pagine autobiografiche, preziose per comprendere il suo sguardo sul mondo.
La monografia raccoglie una presentazione di Eugenio Busi, che frequentò l’artista in gioventù, oltre ai contributi critici di Alfredo Bonomi, Fausto Lorenzi e Massimo Tedeschi, e a una approfondita ricostruzione biografica curata dallo storico Marcello Zane.
Garosio nel corso della sua carriera artistica ha realizzato migliaia di opere, solo la fondazione ne ha censite oltre milleduecento, e per tutta la seconda metà del secolo scorso sono state ricercate da molti appassionati collezionisti non solo bresciani. Per questo è meritoria l’opera intrapresa in questo duemilaventicinque che ha interrotto l’ingiusto oblio in cui era caduto questo artista che si è distinto per la descrizione del mondo rurale e del paesaggio valsabbino e bresciano.
La mostra, a ingresso gratuito, è ospitata nella sede di via Raffaello 163 ed è aperta dal mercoledì alla domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19
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