La pesca

Appartenente alla famiglia delle Rosaceae, il pesco (nome botanico Prunus Persico) è un albero di medie dimensioni e altezza modesta, dalle radici superficiali. Con i suoi bellissimi fiori rosa, cui non a caso è stata dedicata una celebre canzone, colora il paesaggio sin dalla primavera. Si deve invece attendere l’estate per accogliere sulle nostre tavole i suoi frutti, succosi e profumati, protagonisti di molte ricette: non solo macedonie, anche cocktail e dessert.

Origine

Il pesco è un albero originario della Cina, dove era considerato un simbolo di immortalità; da lì, si è poi diffuso in Persia, come testimonia il nome latino persicum,
fino ad arrivare in Grecia e in tutta l’area mediterranea. Per alcuni, il merito della diffusione sarebbe da attribuire ad Alessandro Magno che lo avrebbe portato da una delle sue spedizioni contro i Persiani. Per altri, invece, a favorirne la diffusione sarebbero stati gli Egizi, che lo consideravano il frutto caro al dio Arpocrate, divinità dell’infanzia e dei bambini, le cui guance, rosee, morbide e piene, richiamano proprio le pesche.

Consigli

Le pesche sono assai versatili: buonissime da sole, sono un ingrediente che, d’estate, non manca mai. Una volta acquistate, si conservano qualche giorno in frigorifero: si consiglia di riporle in sacchetti di carta, come quelli del pane, per evitare che l’umidità le danneggi. Se acquistate molto mature vanno consumate in breve tempo poiché tendono a deperire facilmente: non sarà difficile trovare un modo per utilizzarle, magari sotto forma di composte che ci accompagneranno per tutto il resto dell’anno. Se ancora acerbe, invece, meglio conservarle fuori dal frigorifero, per accelerare la maturazione.

Stagionalità

Le pesche maturano a partire da maggio e per tutta l’estate, fino a settembre nel caso di coltivazioni tardive, questo permette al consumatore di poter trovare nei negozi, questo succulento frutto per oltre 5 mesi, naturalmente cambiando tipologia a secondo delle diverse varietà.

Varietà

Esistono differenti varietà di pesca, che si distinguono per periodo di maturazione o per il colore della polpa, che può essere bianca oppure gialla; per forma, tonda o schiacciata come la pesca tabacchiera (o saturnina), dall’intenso profumo di rosa; per la buccia che può essere glabra, come nella popolarenettarinaopesca noce, o ricoperta da una sottile peluria, come nelle pesche comuni. Alcune varietà si prestano poi a particolari lavorazioni, come lapercoca, ideale per composte e succhi.

La pesca bresciana

Tra le diverse varietà di pesche non possiamo non parlare delle pesche bresciane e di questa realtà agricola che forse non tutti conoscono, pesche bresciane anche se pur meno famose, altrettanto buone, particolari e succose. Stiamo parlando dei famosi “persech de Cobiàt” (le pesche bianche di Collebeato, oggi una rarità), cultivar prodotte con passione e cura da agricoltori attenti che hanno alle loro spalle una conoscenza storica del frutto e un’esperienza di coltivazione antica tramandata da generazioni.
Per presentarvi al meglio questa realtà, abbiamo incontrato alcuni produttori locali per raccontarvi le loro storie. Storie di famiglia e di cultura della pesca iniziata dai loro nonni e oggi portata avanti da una terza generazione innamorata del loro prodotto, che promuovono ancora con passione e impegno, perché le pesche a Collebeato hanno segnato profondamente la storia di questo piccolo paese alle porte settentrionali della città. A tenere viva la memoria la Proloco di Collebeato con la tradizionale “Festa dei Persech” dove si potranno degustare le pesche e i suoi prodotti derivati come marmellate, liquori, succhi e dolci fatti a mano. Ma ora andiamo a conoscere le pesche di Collebeato con la complicità di Stefano Rocco dell’Azienda Agricola Le Campane, di Cristina Pedrini dell’Azienda Agricola Casa Pedrini e di Andrea Cristini della Locanda del Pesco.

Collebeato e le sue pesche, ieri e oggi

Ormai centenaria la tradizione delle pesche a Collebeato, vede la sua prima spedizione dalle Americhe di una varietà canadese di piante di pesche, grazie a un’intuizione del Cavalier Filippo Rovetta lungimirante possidente collebeatese. Avvengono così le prime centenarie importazioni di questo straordinario frutto. Era, infatti, il 1919 quando dopo la prima esperienza con un piccolo pescheto Filippo Rovetta estende la coltivazione ad altri appezzamenti, subito imitato da vari coltivatori locali che, vista l’opportunità e la continua richiesta, estirpano dai campi le vigne per far posto a nuovissime piantagioni di pesche, dando vita così ad un fenomeno inarrestabile, che a quei tempi sviluppò questa coltivazione sia nell’area limitrofa che nella bassa Valtrompia, divenendo punto di riferimento regionale e nazionale per la coltivazione dei famosi “persech de Cobiàt” (pesche di Collebeato) che, forti della loro fama partecipano in pieno ventennio a mostre e sagre organizzate per farne conoscere i pregi e la bontà. La pesca si radicò talmente tanto nel territorio che divenne parte della cultura locale, tant’è che ancora oggi a Collebeato viene organizzata la festa delle pesche, appuntamento estivo molto sentito dalla gente del posto non solo per il valore del frutto in sé, ma proprio per la sua storicità e tradizione locale.

La nostra visita alle realtà locali

Dalle radici storiche dei “persech de Cobiàt” per conoscere le realtà di oggi, che dedicano alle pesche una parte importante della loro attività, non poteva mancare una piacevole visita ad aziende e agriturismi della zona. Siamo partiti dalla visita all’Azienda Agricola Le Campane, di Stefano e Alessandro Rocco, una delle aziende che da generazioni e anche oggi, dedica gran parte dei suoi frutteti alla produzione di vari tipi di pesche. Nell’attesa d’incontrare Stefano e Alessandro Rocco, abbiamo la fortuna di fare due chiacchere con il papà Giuseppe ormai nonno, che con emozione ci racconta di come l’amore per i frutteti e le pesche qui a Collebeato, siano stati per tanti anni della sua vita e ancora oggi, una grande e sempre rinnovata passione. «La nostra storia ha ormai tanti anni – ci racconta Giuseppe – all’inizio del secolo scorso la mia famiglia Rocco coltivava in mezzadria i campi nella zona di San Bartolomeo, ricordo che in quegli anni ci fu un fiorire d’interesse verso la coltivazione delle piante da frutto, in tutta la zona. Sin da subito ci dedicammo alla coltivazione delle pesche, frutto molto delicato, ma grazie alla vocazione del terreno gli ottimi risultati in termini di qualità del prodotto non mancarono. Negli anni, all’impianto del primo pescheto abbiamo aggiunto peri, meli e kaki offrendo la possibilità di allungare la stagionalità e la proposta ai nostri clienti». Dal racconto di Giuseppe emerge tutta la sua passione e chiedo se la pesca e il frutteto lo fanno innamorare ancora.
«Assolutamente sì, l’amore e la passione per la terra mi hanno sempre seguito e sono fortunatamente riuscito a trasmettere questo amore anche ai miei figli e nipoti, che oggi proseguono con impegno il lavoro nei campi, selezionando le migliori varietà autoctone di pesche, cresciute e coccolate proprio qui nel pescheto di via Campane».
I figli Stefano e Alessandro oggi titolari dell’azienda, ascoltando le parole di grande esperienza del padre sorridono, ma guardandomi annuiscono in segno di approvazione. A loro chiedo com’è oggi la realtà dei loro frutteti.
«In questi ultimi anni abbiamo ampliato la superficie a frutteti e il nostro impegno è come ormai da tre generazioni, quello di mantenere alta la qualità delle tradizionali pesche di Collebeato. Non manchiamo inoltre di proseguire la coltivazione di altri tipi di frutta, come peri, meli, kaki, ciliegie e un’ottima produzione di actinidia (Kiwi), che tra l’altro vede il nostro impianto come uno dei primi creati nel Bresciano».
Ho un’altra domanda che da tempo solletica la mia curiosità, ma visto che le pesche sono un frutto delicato come è possibile trovarle sempre per più mesi e sempre mature nel periodo estivo?
«La risposta è semplice non esiste solo una pesca, ne esistono tante varietà, con tempi di maturazione diversi, profumi e gusto diversi, la nostra serietà di produzione vuole valorizzare proprio questi aspetti, da noi il cliente può trovare da luglio a settembre varietà diverse, con maturazioni naturali e pesche raccolte direttamente dalla pianta in giornata, di certo oggi questo un grande valore aggiunto».
L’azienda offre l’opportunità di un punto vendita dove poter trovare tutta la produzione di frutta e verdura, una gastronomia con piatti pronti, succhi, confetture e tanti altri ottimi prodotti.
Da Via Campane ci spostiamo in Via Fiume dove ha sede un’altra storica realtà aziendale e precisamente l’Azienda Agricola Casa Pedrini di Cristina e Girolamo Pedrini.
Cristina e Girolamo ci accolgono con simpatia nella loro Cascina che da subito ci regala il piacere della tipica accoglienza rurale. Iniziamo la chiacchierata con Cristina che da subito inizia a raccontarci la storia di questo luogo conosciuto più come Cascina Breda, divenuta dimora di famiglia da tempo. Anche Cristina ci parla di storie di cultura della pesca iniziata dai loro nonni oggi portata avanti da una terza generazione innamorata del loro prodotto che promuovono ancora con compassione perché le pesche a Collebeato hanno segnato davvero e profondamente, la storia di questo piccolo paese alle porte settentrionali della città.
A Cristina e Girolamo, chiedo com’è impostata oggi la loro azienda.
«Pur non volendo dimenticare la storicità aziendale, oggi qui a Casa Pedrini oltre alla coltivazione di frutta e verdura abbiamo attivato dei laboratori, dove affiancando il legame con la terra vogliamo trasmettere a chi frequenta queste esperienze, le semplici emozioni di un tempo, conoscere dal vivo piante, erbe, frutti, tutte attività che principalmente ci piace dedicare e trasmettere ai bambini».
Voi che siete cresciuti in questi luoghi con il valore della terra e delle pesche che cosa rappresenta questo frutto? «Per noi rappresenta soprattutto un ricordo di famiglia legato alle prime volte dove il papà o il nonno ci portavano a raccogliere direttamente dalla pianta le buone pesche mature, dove in quei casi era persino concesso mangiare di gusto e sbrodolarsi un po’».
Oggi come sono cambiati i gusti e gli usi dei consumatori? «Oggi forse le persone sono poco abituate a mangiare frutta alla giusta maturazione, il giusto gusto zuccherino lo si trova quando il frutto viene colto dalla pianta e consumato in breve tempo, qui abbiamo la fortuna di proporre ai nostri clienti questo valore aggiunto, non abbiamo bisogno di additivi, di zuccheri aggiunti o di altre cose; la pesca alla giusta maturazione la possiamo ovviamente mangiare al naturale ma si può anche utilizzare in cucina e gli usi che se ne possono fare possono essere diversi, dalle macedonie, alle conserve, a golosi gelati, torte o particolari risotti come la ricetta che vi proponiamo da pubblicare sulla vostra rivista, che vede l’aggiunta del nostro liquore alla pesca, La Breda». In effetti mi ha incuriosito questo utilizzo in cucina del vostro liquore alle pesche ma come viene realizzato?
«E’ uno dei nostri nuovi prodotti si tratta di un infuso delle nostre pesche e aromi con essenze alle mandorle amare e lampone, liquore che può essere gustato freddo in meditazione, ottimo ingrediente per un drink con succo d’arancia e ghiaccio, oppure abbinato sempre fresco a dolcetti o come bagna per aromatizzare morbidi plumcake».
Nel punto vendita qui a Casa Pedrini, Cristina e Girolamo oltre alla frutta e verdura coltivata direttamente, propongono ottime conserve, giardiniera, passata di pomodoro, golose confetture, particolari composte e ottimi succhi di frutta.
Lasciamo La Breda, per recarci all’ultima nostra tappa di questa giornata dedicata alla scoperta delle pesche di Collebeato e andiamo a conoscere l’Agriturismo Locanda del Pesco. Ci accoglie Andrea Cristini che presentandoci la storia dell’azienda, ci racconta della passione per la terra di questi luoghi, tramandata da tre generazioni. La loro storia contadina parte dal Nonno paterno Carlo Cristini figlio di agricoltori mezzadri che si trasferisce per amore da S. Eufemia a Collebeato, qui fonda un’attività di rivendita a domicilio di bevande, portando così sul mercato la produzione di vino dei propri vigneti. Il Figlio Roberto e la moglie Patrizia Armati riqualificano l’azienda agricola di famiglia condotta dal padre, nasce così nel futuro parco delle colline, un maneggio e una struttura destinata successivamente a divenire l’Agriturismo Locanda del Pesco. Siamo ai giorni nostri, oggi è Andrea ad occuparsi e gestire ogni aspetto di questo bellissimo Agriturismo.
La mia prima domanda rivolta ad Andrea nasce spontanea, non ho potuto fare a meno di notare con quanta cura avete dato maggior lustro a questo bellissimo angolo di colline bresciane, ma altrettanta cura l’ho potuta notare guardando i frutteti adiacenti e in particolar modo il pescheto.
«Hai ragione, non possiamo dimenticare da dove nasce tutto questo, dai miei nonni da mio padre e mia madre, una realtà agricola frutto dell’esperienza dell’Azienda – Fiori di pesco -, che opera da molti anni nel territorio di Collebeato producendo grazie ai numerosi appezzamenti di terreno, prodotti ortofrutticoli di stagione, tra cui le famose pesche e ottimi vini. Azienda famigliare a nome di mia madre Patrizia, che ancora oggi si avvale della preziosa collaborazione di nonno Carlo da sempre contadino e profondo conoscitore di questi suoi amati territori».
Ma veniamo all’Agriturismo che tu segui per svariati aspetti, cosa ci puoi raccontare al riguardo?
«Amo questo lavoro, mi permette di godere di questi stupendi paesaggi, ad un passo dalla vita frenetica della città, la Locanda del Pesco oltre a essere un agriturismo con cucina tipica bresciana dove serviamo casoncelli, grandi grigliate e tanti altri piatti della tradizione, è una struttura ricettiva che dispone di vari servizi. Lo spazio verde con ampi giardini è il luogo ideale per accogliere in sicurezza bambini offrendo la possibilità ai genitori di cenare in tranquillità. Incastonata nel verde all’interno del parco delle colline si possono effettuare escursioni in mountain bike o bellissime passeggiate sia a piedi che a cavallo. Abbiamo anche la possibilità di far trovare ospitalità per la notte nelle tre camere realizzate in modo elegante e raffinato. Una proposta enogastronomica turistica a 360°».
L’azienda agricola nelle varie stagionalità offre la possibilità di acquisto di frutta e verdura e naturalmente anche delle famose pesche di Collebeato. Come già accennato inoltre si può trovare ottimo vino e confetture, tra le quali mi piace ricordare la particolarità delle confetture preparate con due singoli tipi di pesca mantenuti separati, nello specifico potrete trovare la confettura di pesche noci e la confettura di pesca nettarina.

 

di Germano Bana

Fotografie Matteo Marioli

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